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Il comune di Buggiano appartiene a: Regione Toscana - Provincia di Pistoia

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Storia

Il nome Buggiano deriva con tutta probabilità dal nome proprio di persona latino "Abudius", al quale fu aggiunto il suffisso "-anus" indicante appartenenza.
Per la sua posizione collinare, il territorio fu abitato sin dall'antichità, prima dai Liguri, poi dagli Etruschi e dopo dai Romani, in quanto ritenuto un luogo strategico dal quale poter controllare l'importante tracciato viario che collegava le città di Firenze e Lucca.
La località è citata per la prima volta in un documento ufficiale del 979, che attesta la dominazione longobarda del territorio durante l'Alto Medioevo.
L'effettivo consolidamento di Buggiano avvenne a partire dal X secolo, quando la comunità iniziò a costruire le proprie abitazioni sulle colline, continuando successivamente a scendere verso valle, attratta dalla fertilità del suolo, man mano che la zona cominciava a diventare meno paludosa; in proposito, sembra che la zona della selva, nei pressi di Santa Maria, sia stata la prima ad essere coltivata e che il nome le derivi appunto dal fatto che originariamente in quella zona c'era una fittissima boscaglia circondata dalle acque.
Dalle antiche cronache del 1097, è menzionato per la prima volta Borgo a Buggiano, proprio quando alcuni abitanti del castello di Buggiano iniziarono ad andare ad abitare in pianura.
L'importanza di Borgo a Buggiano andò via via crescendo nel corso dei secoli, soprattutto sul piano economico e commerciale, ma le sue vicende rimasero sempre legate a quelle di Buggiano.
Nel XII secolo, Buggiano ottenne la sua autonomia comunale, con la possibilità di darsi statuti propri; alla fine dello stesso secolo, era governato da un Podestà.
Nei secoli successivi, il territorio di Buggiano fu teatro di sanguinosi scontri tra le due opposte fazioni politiche dei Guelfi (sostenitori del Papato) e dei Ghibellini (sostenitori dell'Impero), scontri che culminarono in una violenta battaglia tra i Guelfi fiorentini e i Ghibellini lucchesi, questi ultimi guidati da Uguccione della Faggiola, e che devastarono il territorio di Buggiano.
Nella selva di Santa Maria, nel 1315, venne combattuta la battaglia di Montecatini, a seguito della quale le schiere ghibelline acquisirono l'egemonia sulla Valdinievole ed inflissero ai guelfi un colpo gravissimo, tale da far temere per le sorti della stessa Firenze.
Nel 1329, tuttavia, dopo un breve periodo di egemonia ghibellina, prima sotto Uguccione della Faggiola e poi sotto Castruccio Castracani, Buggiano passò sotto il dominio di Firenze insieme alle altre terre della zona, in forza del trattato di pace fra Firenze ed i castelli della Valdinievole; Buggiano Alto, centro egemone della comunità, divenne sede di tribunale e residenza di un capitano nominato dai fiorentini. La pace, però, durò poco.
Da allora Buggiano entrò a far parte dei possedimenti fiorentini e di Firenze condivise le sorti politiche ed economiche.
Dal canto suo Firenze emanò nuovi statuti che confermarono l'autonomia comunale di Buggiano.
La dipendenza da Firenze fu definitivamente sancita dall'aggiunta di un giglio al bove, nello stemma del Comune.
Sotto il dominio fiorentino, Borgo a Buggiano godette di un lungo periodo di relativa quiete, di cui beneficiarono soprattutto i traffici commerciali, che si fecero più intensi e portarono ad una grande crescita del mercato che vi si teneva ogni settimana e che conquistò una posizione di preminenza fra tutti quelli della Toscana. Al contrario, gli antichi castelli di Buggiano, Colle e Stignano iniziarono a decadere.
Proprio sul mercato si consolidarono le fortune del paese, che, sorgendo alla confluenza della via Cassia con la traversa che collegava la Valdinievole con la Romea e con tutto il Valdarno inferiore, era un naturale luogo di incontri e di scambi. Sappiamo, infatti, che, fra il XIII e il XIV secolo, Borgo a Buggiano aveva ben cinque "hospitalia" oltre a numerose taverne ed osterie.
Inoltre, la presenza del torrente Cessana favorì il sorgere di stallaggi e di magazzini per il deposito delle merci e pian piano il mercato del bestiame, che si teneva ogni martedì, divenne il più grande di tutta la Toscana (tanto che nello stemma del comune è presente un toro), ed ancora all'inizio del 1800, quando l'allevamento del baco da seta era una delle principali voci dell'economia locale, nella stagione dei bozzoli esso si teneva per ben tre volte alla settimana.
Concesso dalla Repubblica fiorentina nel 1386, grazie anche all'interessamento di Coluccio Salutati, il mercato di Borgo a Buggiano era regolamentato da tutta una serie di minuziose disposizioni comunali. Il giro d'affari divenne ben presto imponente; vi convenivano commercianti di seta di Lucca, uomini d'affari di tutti i generi, ma anche semplici contadini e massaie che vendevano i prodotti della terra: uomini delle più diverse condizioni economiche che in quel gigantesco ritrovo rompevano il ritmo uniformemente monotono della vita di quei tempi.
La stabilità politica raggiunta sotto Firenze e il sorgere di una notevole prosperità economica non impedirono però che i vecchi odii municipali tornassero di tanto in tanto ad emergere e fu proprio in occasione di un violentissimo scontro fra fazioni rivali che avvenne un episodio miracoloso a cui le cronache del tempo dettero il massimo risalto. Pare infatti che il 18 agosto 1399, mentre gli abitanti maschi del paese combattevano fra di loro con estrema ferocia, il crocifisso della Chiesa di San Pietro cominciasse a sudare sangue dalle sue cinque piaghe, di fronte alle donne radunate in preghiera. Vero o presunto che fosse il miracolo, l'episodio rivela il clima di violenza causato dagli odii di parte.
Il Consiglio della comunità di Borgo a Buggiano, un anno dopo l'episodio miracoloso, stabilì che il giorno dell'evento si dovesse celebrare la Festa del Crocifisso, a cui dovevano partecipare tutti gli abitanti del comune "come se fosse comandato dalla chiesa stessa, sotto pena di un'ammenda". Del resto la stessa fedeltà a Firenze non era incondizionata, tanto che durante la sua occupazione da parte di Francesco Sforza, gli abitanti si schierarono contro i fiorentini, ai quali dovettero però arrendersi successivamente.
Nello stesso periodo, ebbe inizio una guerra che vide schierati da una parte i borghi della Valdinievole e dall'altra quelli del Valdarno Inferiore, contesa originata dai mulini e chiuse che trattenendo l'acqua provocavano il suo ristagnare e di conseguenza il diffondersi delle paludi.
Alla fine del XV secolo, i borghi della Valdinievole vinsero la guerra, durata circa cento anni.
L'ultimo saccheggio si ebbe nel 1496, durante la guerra fra Pisa, Venezia e Firenze, ma da quella data l'attività degli abitanti poté rivolgersi esclusivamente alle opere di pace, dedicandosi soprattutto all'agricoltura ed ai conseguenti lavori di bonifica, al commercio ed alla viabilità, permettendo a Borgo a Buggiano di diventare, dopo Pescia, il centro più importante della Valdinievole e di precedere lo sviluppo di Monsummano e di Montecatini.
Nel XVI secolo, Buggiano entrò a far parte del Granducato de' Medici, rimanendovi fino all'inizio del XVIII secolo per poi passare sotto il governo dei Duchi di Lorena, che ebbero il governo fino alla fine dello stesso secolo.
Le dispozioni granducali del 1775 portarono allo spostamento della sede comunale da Buggiano a Borgo a Buggiano, e dieci anni dopo furono qui trasferiti anche gli uffici del Tribunale e della Cancelleria: Borgo a Buggiano soppiantava così Buggiano come centro egemone degli insediamenti della zona.
All'inizio del XIX secolo, il territorio di Buggiano venne invaso dalle truppe napoleoniche che occuparono l'intera area della Valdinievole fino al 1814, anno in cui l'occupazione francese si risolse e Buggiano entrò a far parte del Granducato di Toscana, retto dai Lorena.
Nel 1861 Buggiano venne annessa al Regno d'Italia ad opera del Re Vittorio Emanuele II di Savoia. Con la proclamazione del Regno d'Italia, Borgo a Buggiano fu anche sede, fino al 1923, di una pretura mandamentale poi soppressa.
Ma è stato soprattutto nel secondo dopoguerra che Borgo a Buggiano ha vissuto una impetuosa crescita, legata al sorgere ed allo svilupparsi di una serie di fiorenti e prosperose iniziative industriali. L'espansione dell'abitato, particolarmente intensa negli ultimi decenni, ha portato all'incorporazione delle mura nelle abitazioni ed alla loro distruzione pressoché definitiva. Le porte di ingresso al paese erano tre, tutte demolite nel corso del XIX secolo.
La scomparsa della cinta muraria e la collocazione della cittadina in un ambiente fittamente popolato hanno fatto sì che essa perdesse definitivamente buona parte del suo antico aspetto, ed oggi i suoi edifici più antichi sono circondati da costruzioni recenti.
Proprio la sua collocazione e l'aspetto moderno che gli deriva dalla notevole crescita edilizia, contribuiscono ad accentuarne la diversità dalle terre murate che lo sovrastano, al punto che un viaggiatore distratto potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad un grosso borgo moderno, privo di qualsiasi interesse storico ed artistico.
Al contrario, resistono tuttora le testimonianze della millenaria storia del comune di Buggiano.